L'angolo delle Cactusse
Storie spinose e succulente di ordinaria follia del cuore
La suocera sul balcone
By cactussa Frà
L'avevo comprata perché era bella, grassa e in salute. Era una suocera davvero affascinante, come poche se ne incontrano nella vita. Era di un bel verde vivo e neanche troppo costosa. Non ho esitato e alla fine me la sono portata faticosamente in casa. Ma quando mi sono chiusa la porta dietro le spalle, mi sono resa conto di un piccolo particolare neanche tanto insignificante... Era piena zeppa di spine pericolosissime. Dettaglio fondamentale per chi in casa ha un bambino piccolo e curioso!! Impensabile posizionare la suocera in alto, su qualche mobile. Troppo pesante e molto ingombrante. Alla fine di un breve viaggio tra le stanze della casa mi sono decisa: l'ho messa sul balcone, insieme alle altre piante da siepe con cui non ci azzeccava niente ma almeno... Sarebbe campata.
Durante i mesi invernali però mi sono venuti i sensi di colpa... La vedevo lì per terra, sola e triste, piena di foglie di fotinia cosparse sul capo. Mi sembrava in sofferenza e pensavo di averle dato un colpo di grazia. Poi una vivaista mi ha rivelato una grande notizia: tutti gli echinocactus tollerano bene il freddo esterno e vivono molto bene il loro periodo di letargo anche in balcone. La suocera era salva, viva e vegeta!!
Consiglio botanico: L'Echinocatus grusonii sopporta bene le temperature invernali (anche fino a -7ºC) ma attenzione! Non può essere esposto alla pioggia e al vento. in primavera è da esporre gradualmente alla luce diretta del sole per evitare scottature
Comitato per la liberazione degli uomini bonsai
by cactussa Ted
Piccolo riassunto per chi non avesse ancora letto il libro: l'uomo bonsai è colui che pretende molte attenzioni per sè, ma dà in cambio poche soddisfazioni e soprattutto non cresce mai. Di uomini bonsai ne è piena la vita di qualsiasi ragazza (se ne conoscete qualcuna immune, vi prego fatecela conoscere!). Ed è stata proprio una di queste ragazze che abbiamo incontrato nella presentazione del libro a Firenze che ci ha fatto la domanda più difficile: ma non sarà che gli uomini bonsai rimangono così anche per colpa nostra? In effetti i bonsai sono piante normalissime che vengono "costrette" a non crescere perché vengono potate e curate ad hoc.
Quanto siamo complici nel “bonsaismo” degli uomini?
Umh...che brutta domanda. Ester avrebbe già citato il suo analista che parla di sindrome dell’oggetto bistrattato: in altre parole ogni vittima è complice del suo carnefice. E allora per spezzare questa catena abbiamo deciso di fondare il “Comitato per la liberazione degli uomini bonsai”. Un comitato spontaneo e trasversale come quello che fa tornare nei boschi i nanetti da giardino.
Consiglio botanico: se avete un bonsai, piantatelo in un parco. All'inizio assumerà una forma strana, non sarà nè carne nè pesce, ma con il tempo assumerà le fattezze di una pianta adulta.
Se avete un uomo bonsai... bè regolatevi di conseguenza!
Cambio prefisso? (seconda puntata)
by cactussa Ted
E’ ufficiale: la mia amica Valeria ha deciso di seguire la teoria del cambio prefisso. Ma visto quello che è successo a me con il ventenne, ha stabilito a tavolino di far cadere nella rete un uomo con il prefisso 5. Più esperienza, più savoir-faire, più stabilità emotiva. Gli piove un po’ dal cielo, è un cliente della società dove lavora. Lui è quello che si direbbe un uomo piacente, anche qualcosa di più se i miei
occhi non mi ingannano a oltre tre metri di distanza.
Inizia con un corteggiamento discreto (perché i 50enni hanno classe).
Invece dei soliti fiori, le fa recapitare un libro di poesie di Prevert
(perché i 50enni sono romanticamente intellettuali).
La porta a cena in una vecchia trattoria piacentina (perché i 50enni amano la semplicità).
Le parla di sua figlia che ha quasi la nostra età, frutto della passione di gioventù
(perché i 50enni sono sinceri).
Racconto tutto al mio migliore amico, gay.
“Ma è Marcello della XY?”
Sì, è lui.
“Ha appena finito una storia tormentata con Gianfri”.
... perché i 50enni amano stupire, troppo!
Consiglio botanico: osservare con attenzione il Cephalocereus Senilis. Forse
non è solo una "testa di vecchio"...
Lotta contro l'obesità cactacea
by cactussa Frà
Negli Stati Uniti è stato approvato un farmaco contro l’obesità dei propri cani
e presto arriverà anche in Italia. E per i cactus? Ancora non esistono farmaci
ma nel frattempo cerchiamo di capire il perché anche le nostre piante possono
soffrire dei... chili di troppo.
Innanzitutto è probabile che li sovralimentiamo: troppi
fertilizzanti e troppe cure sono le principali cause.
Ma perché tendiamo spesso a super nutrire i nostri cactus?
Beh, spesso vogliamo “riempirli” in termini affettivi,
un po’ come quando diamo loro troppa (fatale) acqua.
In molti di noi c’è la tendenza a colmare un vuoto sentimentale
e questo porta inevitabilmente a una serie di patologie.
Questa proiezione nei cactus del nostro bisogno d’affetto
è sempre deleterio...Quindi, per favore, fermatevi!!
Può succedere anche che, dopo una vacanza,
si guardi il proprio cactus e ci si senta in colpa
e quindi... zac! Acqua o fertilizzanti a volontà!
Consiglio botanico: Prima di lanciarvi a nutrire Euphorbie già obese,
fate un passo indietro e magari, lanciatevi nello shopping compensativo. Farà male al vostro portafogli ma le vostre cactacee ve ne saranno molto grate!
Cambio prefisso?
Il jet set insegna: le donne che si avvicinano ai 40 devono puntare su chi festeggia i compleanni ancora con il prefisso 2.
Se oltre i 35 gli uomini si dimostrano Bonsai (pretendono cure dando in cambio
scarse soddisfazioni), per la legge del contrappasso i ventenni saranno disposti
a dare tanto, quanto meno in carne e ossa.
E’ deciso, mi lancio. Punto un 25enne. Carino, sognatore, progettista
peggio di un architetto. Praticamente un sogno.
Primo appuntamento al cinema e sceglie anche un film impegnato. Lui è nervoso, si muove sulla poltrona. Tutto bene?
Sì, no, cioè...sono agitato, dice lui (perché i 20enni si emozionano).
Sono felice, dice lui (perché i 20enni non nascondono i sentimenti).
Sono innamorato, dice lui (perché i 20enni corrono).
Sono innamorato di Elisa!, dice lui (perché i 20enni sono spudorati).
E’ la sua più cara amica, la corteggia da due anni (perché i 20enni sono sinceri. E a volte un po’ paraculi).
Consiglio botanico: se la realtà supera la fantasia, meglio cedere a un Peyote allucinogeno.